Mese: ottobre 2016

CONTRO RENZI: AL REFERENDUM VOTA NO

lorenzo-annoni-23-ottobre-2016Il 4 dicembre 2016 gli italiani saranno invitati alle urne per esprimere voto favore o contrario alla riforma costituzionale promossa dal governo Renzi. Tale referendum non prevede un quorum: la consultazione risulterà valida indipendentemente dal numero di votanti. L’esito del giudizio popolare, che equivarrà all’approvazione o al rifiuto da parte degli elettori, sarà quanto mai fondamentale. «Non si tratta di un semplice passaggio referendario come altri nel passato – sostiene l’On. Mario Tassone – perché sapremo se la politica verrà “derubricata” definitivamente, qualora dovessero vincere i sì, oppure, con la prevalenza dei no, verranno tutelati i diritti e la libertà dei cittadini». Inoltre, la riforma va a toccare più di un terzo degli articoli della Costituzione italiana ed è la più estesa da quando la stessa Costituzione è entrata in vigore, nel 1948.

Il testo del quesito che sarà sottoposto al popolo italiano è stato criticato negativamente perché, oltre a essere ritenuto implicitamente favorevole al sì, si presenta lungo e complesso. (altro…)

2016, LE MAMME MUOIONO ANCORA PER PARTO

LORENZO ANNONI 2016MILANO, 6 OTTOBRE 2016 – L’ennesima morte per parto risale ai primi di settembre. Il decesso di Imma Minichino, una 32enne di Qualiano, comune in provincia di Napoli, è avvenuto non appena la donna aveva dato alla luce il suo quarto figlio. Si sarebbe trattato di un cesareo al settimo mese, perché la gravidanza era considerata rischiosa. Eppure le precauzioni volte a salvaguardare il delicato stato interessante della partoriente non sono servite ad evitare il dramma. E mentre un paese è in lutto per la concittadina, l’Italia intera rimane attonita al sopraggiungere di una notizia sconcertante, che si va a sommare alle tante altre di simile entità.

Proprio di recente, in tema di morti per parto, è stata resa pubblica la somma di 750mila euro che l’ospedale Maggiore di Cremona ha dovuto pagare al marito di una vittima 41enne deceduta a inizio 2014 per un errore di valutazione: i medici, ad una settimana dal parto in cui era morto il neonato, avevano scambiato nella donna la sepsi batterica sfociata in choc irreversibile per i segnali di una depressione post-partum. E mentre il marito, ottenuto il congruo ammontare di denaro ha rinunciato a costituirsi parte civile nel processo per omicidio colposo a carico del primario di ginecologia e di altri due ginecologi, si continueranno a svolgere indagini processuali circa le cause e le responsabilità della tragedia. (altro…)