Francesco Branchetti

Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti in scena al Cinema Teatro Eduardo di Opera con “Parlami d’amore”

parlami-amore«Parlami d’amore è quasi un’urgenza», una straordinaria capacità d’indagare l’animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo con noi stessi e poi con gli altri; tra momenti di grande ironia e amarezze profonde

Sabato 16 novembre, alle 20.45, al Cinema Teatro Eduardo di Opera va in scena lo spettacolo “Parlami d’amore” con Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti, per la regia dello stesso Branchetti. L’opera teatrale scritta da Philippe Claudel noto scrittore, accademico, saggista, regista e sceneggiatore francese, svela il rapporto tra uomo e donna nelle sue sfaccettature più vere, profonde ed intime. Parlami d’amore racconta come un solido rapporto di coppia possa sgretolarsi, come ci si possa scoprire e riscoprire, come ci si possa conoscere e riconoscere anche dopo tanti anni. Una coppia in crisi profonda di valori e di punti di riferimento. Claudel è straordinario nel costruire dei caratteri di clamorosa rappresentatività di una certa società e di una concezione del rapporto di coppia che qui vede sgretolarsi i suoi punti cardine e le sue fondamenta. Ambientato in Francia nell’alta società è un testo che riesce a coniugare una grandissima ironia, con momenti tristi e drammatici dovuti alle tematiche che possono insorgere in una coppia anche all’improvviso. Fragilità, debolezze e, addirittura, in alcuni momenti, candore, trovano spazio in un duetto di coppia a tratti terribile ma sempre accompagnato da irresistibile humour. «Parlami d’amore – racconta il regista e attore Francesco Branchetti – illustra quello che produce il non detto, quello che producono le bugie all’interno di un rapporto. È un testo – continua Branchetti – che ha una grandissima universalità in cui il pubblico troverà molti spunti di riflessione e chissà magari anche qualche momento in cui potrà immedesimarsi e riconoscersi in questa coppia dove la parola più importante è “amore”. Parlami d’amore è quasi un’urgenza». (altro…)