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MATERNITÀ: 5 MORTI ASSURDE COL PANCIONE

È l’occasione per riaprire anche il dibattito sulla qualità sanitaria e della crescita demografica

LORENZO ANNONIMILANO, 7 GENNAIO 2016 – Festività natalizie con il segno nero: tra Natale e l’anno nuovo sono morte cinque giovani donne, sane e in piena salute, mentre stavano per dare alla luce i rispettivi figli. Episodi questi del tutto inaspettati e apparentemente causali, che fanno ripiombare la sanità italiana a un livello da terzo mondo. O quantomeno è quanto serpeggia nella pubblica opinione.

Tali avvenimenti stonano con le dichiarazioni di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, datate marzo 2015: «Gli esami diagnostici inutili legati alla medicina difensiva costano all’Italia 13 miliardi di euro l’anno». Ciò implica protocolli stringenti per le direzioni generali, obbligate a evitare sprechi, «a partire dagli esami che si fanno durante la gravidanza».

Benché la maggior parte della politica si è letteralmente rintanata sull’accertamento delle responsabilità e comodamente aggrappata a dati statistici europei, secondo i quali l’Italia rientrerebbe nella media UE, nessuno interviene sulla gravità di queste morti. (altro…)

MATERNITÀ A RISCHIO: RIDUCIAMO LA POSSIBILITÀ DI ABORTIRE E INTRODUCIAMO IL CONGEDO DI ALMENO 750 EURO

LORENZO ANNONI CDUI due importanti eventi avvenuti qui a Milano lo scorso fine settimana, ossia il corteo di sabato per ridurre la possibilità di abortire tramite l’abrogazione parziale della Legge 194 e la veglia di domenica a favore della famiglia naturale e del diritto dei bambini ad avere un padre e una madre, conducono alla naturale riflessione sull’importanza della maternità nella vita delle donne e più in generale nell’intera società.

«In questo senso il CDU – dichiara Lorenzo Annoni del CDU di Milano – si schiera dalla parte della gravidanza e delle mamme, contrastando apertamente la scelta di ricorrere all’aborto! Inoltre, è concreto l’interessamento verso la promozione della maternità in termini di norme e misure fiscali, previdenziali e di diritto del lavoro».

Ormai da alcuni decenni la società italiana è caratterizzata da un tasso di fecondità in calo e che oggi ha raggiunto il suo livello minimo: l’Italia è uno dei paesi con meno nascite in Europa, al di sotto del numero necessario per il semplice ricambio generazionale.  (altro…)

MATERNITÀ: TUTELA ECONOMICA PER LE DONNE NON LAVORATRICI

ImmagineMilano, 19 febbraio 2014 – Si informa la cittadinanza che già ora, ai sensi dell’art. 49 della Legge n° 488/99, le c.d. donne non lavoratrici, ossia quelle donne che durante la gravidanza e al momento del parto non hanno in corso alcun tipo di rapporto di lavoro, ad esempio le casalinghe, le disoccupate e le studentesse, hanno diritto ad un assegno di maternità una tantum dell’importo di circa 1.700 euro a carico del proprio Comune di residenza, al quale però lo devono richiedere entro i sei mesi dalla nascita del figlio, altrimenti perdono questo diritto a un pur minimo riconoscimento sociale ed economico della loro maternità.

L’obiettivo politico del CDU è che la tutela economica di maternità, ossia un periodo di maternità retribuito di almeno un anno, sia previsto per tutte le donne in dolce attesa e NON SOLO per quelle che, oltre ad essere incinte, hanno anche un lavoro dipendente a tempo pieno o autonomo al momento della gravidanza, in quanto la tutela economica di maternità NON può essere una appendice del rapporto di lavoro in essere, variabile in relazione alla tipologia contrattuale. Deve esserci infatti il giusto riconoscimento da parte della società per ogni donna che mette al mondo un figlio, il quale necessiterà delle cure da parte della madre durante il suo primo anno di vita, ma che lo stesso un domani contribuirà allo sviluppo dell’intera società.

«In questo momento di dura crisi economica – sostiene l’esponente milanese CDU Lorenzo Annoni –, con il relativo aumento di giovani donne disoccupate e non occupate, è molto importante fare conoscere l’esistenza di questo assegno di maternità, per evitare che alcune, non conoscendone l’esistenza, non lo richiedano al loro Comune di residenza nel previsto termine di sei mesi dalla nascita del figlio e finiscano così con il perdere dei soldi necessari a loro stesse e al loro neonato.  Inoltre – prosegue Annoni – questa difficile situazione occupazionale può essere l’occasione propizia per ripensare al trattamento economico e normativo della maternità, al fine di arrivare ad avere una efficace e duratura tutela economica per tutte le donne in dolce attesa».

CDU Milano Città

E-mail: cdumilano@yahoo.it