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Migranti, la speranza si tramuta in morte: bisogna intervenire

LORENZO ANNONI - MAGGIO 2017Milano, 9 maggio 2017 – L’Italia è il Paese dei balocchi. Le aspettative si riducono, si annullano. Lasciano il posto a delusione, disillusione, amarezza, rassegnazione, frustrazione, disperazione. Diventano morte, plateale. Questa è la storia di un “senza nome”, uno dei tanti che è approdato nella penisola e proveniva da una terra aspra, senza futuro. E un futuro neanche qui l’ha trovato. Ha preferito la morte.

Domenica 7 maggio, in tarda mattinata, un extracomunitario si è impiccato in via Ferrante Aporti, zona stazione centrale di Milano. Il suo corpo è stato ritrovato dalla polizia grazie alle segnalazioni giunte dai passanti. Essendo privo di documenti, la sua identificazione è avvenuta in un secondo momento attraverso il rilievo delle impronte digitali: trattasi di un 31enne originario del Mali. Giunto in Italia circa un anno e mezzo fa, aveva richiesto un regolare permesso di soggiorno per protezione internazionale, tuttavia non risulta che avesse indicato un luogo di dimora recente.

Questo tragico fatto è l’ultimo di una lunga serie di tristi episodi, che non si possono più ignorare.

«L’arrivo di un consistente flusso umano dalle più disparate località straniere – commenta Lorenzo Annoni – è mal gestito in fase di ingresso nel nostro Paese e, ad aggravare le condizioni di permanenza, si somma un insufficiente controllo organico del territorio». Per il portavoce del Nuovo CDU Milano, non sono i Comuni, già impegnati a fronteggiare i loro precari bilanci, a doversi sobbarcare anche i costi della gestione dei migranti. (altro…)

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D’AMICO (LEGA NORD): «PUNIAMO CON L’ERGASTOLO GLI SCAFISTI DELLA MORTE»

ONOREVOLE CLAUDIO D'AMICO - LEGA NORDMILANO, 13 maggio 2014 – «Già nel 2012 ho presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge, che prevede la condanna all’ergastolo per gli scafisti responsabili della morte delle persone trasportate sui loro barconi. Eppure, questa proposta sottoscritta dalla Lega Nord ancora adesso giace negli archivi parlamentari. Perché nessuno fa nulla? L’unico modo per evitare di incorrere in tragedie simili, come le ultime balzate agli onori della cronaca, che peraltro registriamo con una drammatica regolarità, è con l’introduzione di pene esemplari per coloro che traghettano o organizzano i traffici e con il fermo sul nascere delle partenze, proprio come aveva fatto Roberto Maroni durante il suo mandato da Ministro. Le carrette del mare partono dunque cariche di speranza ma, nel corso del viaggio, quel sentimento si trasforma in disperazione o morte. E a noi tocca soltanto raccogliere i corpi e contare i dispersi». È questo il commento dell’On. Claudio D’Amico, candidato alle Europee 2014, circa l’ultima tragedia registrata nel mar Mediterraneo.